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	<title>ape4pet</title>
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		<br>Di tutti i crimini neri che l'uomo commette contro Dio <br> ed il Creato, la vivisezione è il più nero<br><i>Mahatma Gandhi</I>
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  <updated>2008-03-10T14:09:34Z</updated>

    
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        <title type="html"><![CDATA[cattive notizie - Uova sì, galline no]]></title>
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          <![CDATA[
		  <font face=Verdana size=2><font color=#ff0000>&nbsp;</font><strong><font color=#ff0000>A Pasqua meglio un uovo interamente di cioccolato...</font><br></strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br><br></font>
<p><font face=Verdana size=2>Una mobilitazione nazionale per salvare le galline ovaiole: non è uno scherzo di Pasqua ma una battaglia che la <strong>LAV</strong>, <em>Lega Antivivisezione Animali </em>conduce da tempo e che ha visto nelle piazze italiane in questo week end i volontari dell’organizzazione. </font></p>
<p><font face=Verdana size=2>A Bari il banchetto informativo di Via Sparano ha visto passare decine di persone interessate non solo all'uovo di pasqua con cioccolato e sorprese ecosostenibili, ma anche&nbsp; alle spiegazioni in materia di uova&nbsp;fornite da&nbsp;<strong>Luca Delfine </strong>e dalle sue collaboratrici: <em>“C’è una direttiva europea datata 1999"</em> spiega il responsabile della LAV di Bari, <em>"che impone di eliminare l'allevamento in&nbsp;batteria delle&nbsp;galline. Questo tipo di produzione avviene in capannoni dove c'è sempre la luce e le bestie sono chiuse in una gabbia&nbsp;grande quanto un foglio A4 costrette a produrre ininterrottamente uova". <br></em><br>Un'alienazione dell'animale&nbsp;che dura un anno, dopodichè le galline finiscono al macello: <em>"ci sono stati casi di cannibalismo tra animali e alle galline vengono anche tagliati i becchi, perché tale è lo stato di nevrosi che i volatili non capiscono più nulla</em>". <br>Questa barbarie che&nbsp;garantisce costi bassissimi di produzione agli allevatori può avere una fine solo se i consumatori italiani imparano a guardare meglio il marchio che è stampigliato sui gusci. <br><br>Le prime due cifre indicano come l'uovo è stato prodotto: lo 03 equivale alla produzione in batteria, mentre lo 00 denota l'uovo da agricoltura biologica. 01 sta per allevamento all'aperto e 02 per allevamento al chiuso, cioè in grandi capannoni dove le galline possono razzolare. <em>"Quello che noi chiediamo ai consumatori è di fare una scelta responsabile: comprando uova che provengono da allevamenti alternativi alla batteria, i produttori saranno costretti a convertirsi a dei metodi di produzione da paese civile. Oggi in Italia l'88% della produzione è ancora composta da queste gabbie di morte", </em>conclude Delfine, <em>"e la normativa è aggirabile, allargando le gabbie di dieci centimetri". <br></em><br>Serve invece la consapevolezza di noi tutti e capire che le uova prodotte così vengono da galline malate.</font></p>
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        <published>2008-03-10T14:06:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[buone notizie - Segni di civiltà]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font face=Verdana><font color=#ff0000><strong> </strong></font><font size=2><strong><font color=#ff0000>Cimiteri per gli animali</font>&nbsp;&nbsp;</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br><br><br><br></font></font><font face=Verdana size=2><strong>CAMPOBASSO</strong> - La IV commissione di Palazzo Moffa ha licenziato la proposta di legge per l'istituzione dei cimiteri per animali d'affezione. <br>Spetterà al Consiglio Regionale ora approvare definitivamente il provvedimento di legge. <br>&#171;Un piccolo segnale di civiltà - dice il Consigliere del PdCI Bonomolo - nei confronti di chi vive con un animale e che fin'ora non poteva commemorare dignitosamente l'amico estinto, ma anche una piccola opportunità di lavoro per i giovani molisani&raquo;.</font>
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        <published>2008-03-04T14:36:00Z</published>
        <updated>2008-03-04T14:36:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[buone notizie - il ritorno della gru]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font face="Verdana" size="2"><span class="testopiccolo"><font color="#ff0000"><strong>Dopo quasi cent'anni, rieccole.</strong></font><br>
<br>
</span></font>
<div align="center"><img alt="The image “http://ecoalfabeta.blogosfere.it/images/Gru%20siberiana.jpg” cannot be displayed, because it contains errors." src="http://ecoalfabeta.blogosfere.it/images/Gru%20siberiana.jpg" height="192" width="252"><br>
</div>
<font face="Verdana" size="2"><span class="testopiccolo"><br>
Mancavano dalle zone dell'alto  
Adriatico dal 1920. Dai primi di gennaio 48 esemplari di gru  
euroasiatica - </span></font><font face="Verdana" size="2"><span class="testopiccolo">Grus grus il loro nome scientifico - sono giunti  
invece all'Isola della Cona, nella riserva naturale 'Foce  
dell'Isonzo', dove stanno svernando. <br>
<br>
La conferma e' giunta da  
Silvio Perco, direttore scientifico della riserva. 
   Le gru, di grosse dimensioni, dovrebbero arrivare dal Nord  
Est d'Europa. ''Lo sappiamo - ha detto Perco - perche' una e'  
inanellata e porta impressa la dicitura di un piccolo paese a  
sud di Tallinn, la capitale dell'Estonia''. 
   Questo tipo di gru non e' tuttavia nuovo alle 'soste' in  
Italia. <br>
La zona preferita e' Sale porcus, in Sardegna. <br>
<br>
''Ma dal  
Friuli Venezia Giulia questo esemplare di gru - ha concluso  
Perco - mancava dal 1920''. 
   L'Isola della Cona e' il cuore della Riserva Naturale 'Foce  
dell'Isonzo', un'area di circa 2400 ettari ed e' situata lungo  
gli ultimi 15 km del corso dell'Isonzo, che nasce sulle Alpi  
Giulie, in Slovenia e, dopo un percorso di circa 140 km, sfocia  
nel golfo di Trieste, fra Monfalcone e Grado. 
   <br>
<br>
L'elevato valore biologico dell'area dipende dalla sua  
collocazione geografica: si tratta dell'area umida piu'  
settentrionale del Mediterraneo, situata in un territorio che  
segna il confine fisico di separazione fra la costa alta e  
rocciosa del Carso goriziano e triestino e le coste basse e  
sabbiose padano-venete, con le ampie spiagge di Grado e Marano.  
<br>
E' un tassello della complessa struttura lagunare che,  
comprendendo anche la laguna di Venezia, termina con il delta  
del fiume Po.<br>
<br>
 </span></font>
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        <published>2008-03-01T17:08:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[cattive notizie - Gardenie? no, grazie]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p><font color="#ff0000"><strong>L'idea è buona, ma lo scopo no...&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong></font> <br>
</p>
<p><br>
I fondi raccolti con la vendita delle gardenia dell'<strong>Associazione
Italiana Sclerosi Multipla</strong>, in parte vanno, anziche' a finanziare la
ricerca scientifica o l'aiuto ai malati, a finanziare la vivisezione.</p>

<p>
Nei due primi fine-settimana di marzo, l'Associazione Italiana Sclerosi
Multipla vendera', in 3000 piazze d'Italia, delle gardenie, per la
periodica raccolta fondi. <font color="#ff0000">Fondi che, purtroppo, in parte vanno,
anziche' a finanziare la ricerca scientifica o l'aiuto ai malati, a
finanziare la vivisezione, o sperimentazione animale (questi termini,
come indica il dizionario, sono sinonimi)</font>.
</p>

<p>Se si vuole davvero combattere questa malattia, non bisogna sprecare
i fondi raccolti usandoli per finanziare ricerche su animali,
completamente inutili. Gli animali non si ammalano sponteneamente di
questa malattia, e quindi, qualsiasi "<em>modello</em>" che si cerchi di creare
su di essi riproduce solo alcuni sintomi, che hanno pero' cause -
artificiali - del tutto diverse da quelle che colpiscono gli esseri
umani. <br>
Non serve a nulla studiare dei sintomi artificali, serve
studiare le cause reali!
</p>

<p>Il "<em>modello</em>" animale della sclerosi multipla viene chiamato
encefalomielite autoimmunitaria sperimentale (EAE): sviluppata per la
prima volta nel 1933, nelle scimmie, la <strong>EAE</strong> è stata successivamente
studiata su porcellini d'india, ratti, topi e conigli. Poiché i
ricercatori non riescono ad indurre la malattia negli animali, ma solo
dei sintomi fasulli, ovviamente non hanno neppure potuto iniziare a
curarla. <br>
E' per questo che gran parte dei risultati ottenuti dalle
ricerche eseguite su animali non si sono poi rivelati fruibili in campo
umano.
</p>

<p>E' importante, dunque, che chi sta pensando di sostenere l'<strong>AISM</strong> si
renda conto che parte dei soldi donati andranno a finanziare la
sperimentazione su animali: chi e' contrario alla vivisezione su basi
etiche, e' giusto che possa scegliere di indirizzare le sue donazioni
verso associazioni che non sostengano queste pratiche cruente; chi ha
dei dubbi o non e' informato sul piano scientifico, e' giusto che abbia
la possibilita' di informarsi sull'inutilita' e la dannosita' della
sperimentazione animale.</p>
<p>Non e' una questione di rispetto della normativa sulla
sperimentazione animale - precisa AgireOra Network - non si dubita che
via sia, da parte dell'<strong>AISM</strong>, il totale rispetto della normativa vigente
sul tema, ma quel che si contesta è la validità scientifica di questo
metodo; lo scopo del dissenso e' quello di sostenere una ricerca
diversa da quella animale, non certo mettere in discussione l'indubbia
e fondamentale importanza della ricerca scientifica in quanto tale.
<br>
Tanto che, anche a livello europeo, l'iniziativa "S<em>ostituzione degli
esperimenti su animali in Europ</em>a" fa pressione sui legislatori dell'<strong>UE</strong>
affinche' in fase di revisione della normativa sulla sperimentazione
animale (in programma proprio per il 2008) si impegni a sviluppare ed
implementare metodi che non comportino l'uso di animali, salvandone
cosi' a milioni e migliorando la qualita' della ricerca e della
sperimentazione.
</p>

<p>Concludono gli attivisti di AgireOra Network:<em> "Il nostro consiglio a
tutte le persone che sono ancora convinte che la sperimentazione
animale sia utile e' quello di informarsi sul tema, sul sito
www.novivisezione.org; ai tanti che sono gia' contrari a questa pratica
consigliamo invece di scegliere solo associazioni che non fanno ricerca
su animali per le proprie donazioni, e di sostenere l'iniziativa
europea contro la vivisezione firmando la petizione, sempre disponibile
sullo stesso sito"</em>.
</p>

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        <published>2008-03-01T12:14:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[cattive notizie - boicottiamo i supermercati Bennet]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font face=Tahoma size=2><font color=#ff0000>Ape4pet vi chiede di gridare&nbsp;<strong>"Basta!"</strong></font><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong><br></font>
<p><br><font face=Tahoma size=2>Quest'anno la raccolta punti dei supermercati Bennet sostiene finanziariamente l'AISM, che finanzia la vivisezione.</font></p>
<p><font face=Tahoma size=2></font>
<p><font face=Tahoma size=2>E' uscito in questi giorni il nuovo catalogo per la raccolta punti dei supermercati Bennet; ogni anno oltre ai premi tradizionali come pentole, elettrodomestici, ecc. vi sono premi finalizzati alla solidarietà. In passato erano sempre rivolti a inziative per i bambini e popoli in difficoltà, quest'anno invece hanno avuto la brillante idea di devolvere i premi solidarietà all'AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla -, che, purtroppo, finanzia la vivisezione. </font></p>
<p><font face=Tahoma size=2>Visto che con 500 punti si prendono 5 euro, sopratutto verso fine anno raccolgono molto, perchè pochi fanno la raccolta per quel fine, ma molti lasciano in beneficenza i punti che avanzano sulla card dopo aver ritirato i premi. </font></p>
<p><font face=Tahoma size=2>I supermercati sono molti e sparsi un po' in tutto il nord Italia, quindi e' importante sia protestare direttamente presso il servizio clienti - via mail o sul posto si persona - sia selezionare per i nostri acquisti un supermercato che non finanzi la vivisezione. </font></p>
<p><font face=Tahoma size=2>Qui la pagina del catalogo che propone l'iniziativa: <br></font><a href="http://www.bennet.com/b2008/bennetClub/raccoltapunti/2008t/partner/aism.aspx" target=_blank><font face=Tahoma size=2>http://www.bennet.com/b2008/bennetClub/raccoltapunti/2008t/partner/aism.aspx</font></a><font face=Tahoma size=2> </font></p>
<p><font face=Tahoma size=2>Scriviamo, per protestare, a: <br>servizio.clienti@bennet.com <br></font></p>
<p><font face=Tahoma size=2><br><br><br>Messaggio-tipo, che consigliamo a ciascuno di voi di personalizzare, specie se siete clienti abituali Bennet (o ex-clienti?): </font></p>
<p><em><font face=Tahoma size=2>Al Servizio Clienti Bennet: <br><br>Buongiorno, <br><br>mi unisco alla protesta contro la vostra iniziativa che intende sostenere l'AISM, e vi chiedo di riflettere sul fatto che AIMS finanzia la vivisezione, pratica scientificamente inutile quando non dannosa, ed eticamente inaccettabile. Le associazioni per la ricerca da sostenere sono quelle aiutano davvero i malati e non quelle che sprecano soldi praticando esperimenti sugli animali. <br><br>Il problema non e' il sostegno in se', ma il modo acritico in cui viene dato. Chiedete ad AISM di eliminare la vivisezione - o sperimentazione animale che dir si voglia - dagli studi finanziati. Subordinate a questo il vostro sostegno. Finche' la vostra posizione rimarra' questa, certamente non saro' tra i vostri clienti. <br><br>Quello che io chiedo - ma non solo io, tantissime persone chiedono questo - e' molto semplice, e perfettamente ragionevole, e molto logico: eliminare quella parte di studi che coinvolge animali. Non serve a nulla. E' uno spreco di risorse. Ogni specie e' diversa, non e' cambiando un gene a un topo che lo fa diventare un essere umano, e nemmeno 10 geni, e nemmeno 1000. Non dobbiamo curare i topi, ma le persone. Tutto qui. <br><br>Sosteniamo tutto il resto di studi, cioe' quelli davvero utili che fanno progredire la scienza. Quelli su animali, inutili, sono solo un insulto ai malati, perche' sono un ingiustificabile spreco di risorse. Eliminiamoli, ci guadagneranno tutti. <br><br>Per favore, fatevi portavoce con AISM di questa necessita', cerchiamo di progredire, e di non fossilizzarci su questo metodo obsoleto e non scientifico. <br>Grazie. <br><br>Distinti saluti, <br>... nome cognome ... </font></em></p>
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        <published>2008-02-29T12:30:00Z</published>
        <updated>2008-02-29T12:30:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[horror pets - aumentano gli esperimenti sugli animali]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font color="#ff0000"><b>E ci risiamo...</b></font>&nbsp;&nbsp; <br> &nbsp;&nbsp;&nbsp; <br> Per chi segue Ape for Pet sa già che la nostra campagna continua, sottovoce, ma insistentemente.<br> In questa rubrica dedicata agli "orrori sugli animali", c'eravamo lasciati con i dati allarmanti di <b><a class="" target="_blank" href="http://ape4pet.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=377034">oltre 900 mila animali vittime</a></b> nel triennio 2001-2003.<br> A piu' di un anno di distanza ritorniamo prepotenti a snocciolare altri dati vergognosi sull'utilizzo indiscriminato degli anmali per esperimenti. <br> Ecco l'ultimo riferimento, risalente lo scorso 16 ottobre, da parte della LAV.<br> <br> <div align="center"><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/ape4pet/vivi01.jpg" border="0"><br> </div> Vi prego di dedicare due minuti del vostro prezioso tempo a questa lettura.<br> io alla fine ho provato un forte senso di vergogna nel sapere di vivere in una società che si definisce civile anche se di civile ha sempre ben meno.<br> <div align="center"><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/ape4pet/vivi02.jpg" border="0"><br> </div> <h1>Oltre 900mila di animali utilizzati in esperimenti</h1> I ''nuovi'' stabilimenti effettivi risultano essere 30, sorti nel quadriennio 2002-2005, una media di circa 8 l'anno. Salgono cosi' a 581 in totale, in Italia, gli stabilimenti utilizzatori di animali a fini sperimentali considerando che quelli precedentemente autorizzati erano 551, per un totale <font color="#ff0000">circa 912.000 animali uccisi in un anno</font>. <br> Se si considerano invece le strutture fisiche includendo i laboratori presenti all'interno di medesime strutture, (come ad esempio i numerosi laboratori che fanno parte di uno stesso ateneo) il totale degli stabilimenti risulta essere 269 a cui vanno <br>  aggiunti i nuovi 30 autorizzati, per un totale di 299. E' quanto rilevala LAV-Lega Anti Vivisezione che ha elaborato i dati raccolti dal Ministero della Salute relativi ai nuovi stabilimenti utilizzatori autorizzati a effettuare test su animali negli anni dal 2002-2005, all'utilizzo di cani, gatti e primati non umani, all'utilizzo di qualsiasi specie animale a fini didattici e al non ricorso <br>  all'anestesia negli anni 2003-2005. <br> <br> <font color="#ff0000">I ''nuovi'' stabilimenti autorizzati</font> dal Ministero della Salute ad effettuare test su animali (stabilimenti ex novo e nuovi laboratori o dipartimenti di strutture gia' esistenti o integrazioni di autorizzazioni gia' ottenute) sono cosi' distribuiti a livello regionale: <br> <br> 9 in Lombardia; <br> 1 in Piemonte, Umbria, Abruzzo e Sardegna; <br> 2 in Friuli Venezia Giulia, Campania e Puglia; <br> 3 in Toscana; <br> 4 in Lazio ed Emilia Romagna, in ordine decrescente. <br> <br> Complessivamente, <font color="#ff0000">i 581 stabilimenti utilizzatori di animali</font> a fini sperimentali sono cosi' distribuiti: <br> <br> 130 si trovano in Lombardia, segue l'Emilia Romagna con 98, il Lazio con 61, la Toscana con 53, il Veneto con 39, il Piemonte, la Campania e la Sicilia rispettivamente con 27, le Marche con 23, la Sardegna con 20, l'Abruzzo e la Liguria con 17, il Friuli con 15, la Puglia con 14, l'Umbria con 5, la Calabria con 4, Basilicata 2, Molise e Trentino 1. <br> <div align="center"><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/ape4pet/vivi03.jpg" border="0"><br> </div> <font color="#0000ff">La regione Lombardia</font> detiene il primato in quanto a presenza di stabilimenti utilizzatori di animali a fini sperimentali, ma anche di allevamenti fornitori: il 50% e' sul proprio territorio. <br> <br>  Peggiora il quadro della sperimentazione in deroga: sperimentazione su cani, gatti e primati non umani, utilizzo di qualsiasi specie animale a fini didattici; <font color="#ff00ff">non ricorso ad anestesia</font>: le autorizzazioni sono aumentate da 113 nel 2004 a 144 nel 2005, in testa Lazio (ben 125), Veneto (54) e Toscana (49).<br>   
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        <published>2006-10-19T09:45:21Z</published>
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          <![CDATA[
		  <font color="#0000ff"><b>I love </b><i>LAV</i><b><br> </b></font>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <i><br> </i><font class="content"><i>“Una sentenza di grande civiltà, la quarta ottenuta dalla LAV in seguito ad azioni legali per maltrattamento di animali usati in spettacoli circensi. <br> <br>  In altre tre precedenti vicende, che hanno riguardato altri circhi, il decreto penale di condanna per maltrattamenti non era stato contestato evitando così il giudizio della Corte di Cassazione”.</i> <br><br> Con queste parole la LAV commenta<b> il verdetto dei giudici della III Sezione penale della Suprema Corte </b>(sentenza 33975) che hanno dichiarato la colpevolezza di V.R., proprietario del circo R., in quanto <i>“deteneva in condizioni di incompatibilità con la sua natura, un elefante tenuto legato con catene della lunghezza di 80 centimetri”</i>. <br><br>I fatti risalgono ai primi mesi del 2004, quando il Circo R. fu denunciato dalla LAV che in più occasioni, prima a Vigevano (Pavia) e poi a Borgomanero (Novara), era riuscita a fotografare una femmina di elefante con le zampe immobilizzate da <b>lacci inferiori a un metro di lunghezza</b>, tanto da impedirgli di sdraiarsi o di effettuare altri movimenti. Malgrado il veterinario ASL di Vigevano avesse prescritto di non legare più il pachiderma, gli attivisti LAV di Borgomanero pochi giorni dopo documentarono nuovamente l'illecito. I volontari della LAV avevano documentato anche le condizioni di un ippopotamo col <b>manto pieno di profonde screpolature</b> dovute a disidratazione cutanea. <br></font> <div align="center"><font class="content"><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/ape4pet/scimmia_circo.jpg" border="0"><br> <br> </font></div> <font class="content"> Non si conosce ancora l’entità della pena comminata dalla Corte di Cassazione, ma la LAV ricorda che grazie alla testimonianza degli attivisti LAV e del medico veterinario Mendozza dell'ASL di Vigevano, per tale reato il Tribunale di Borgomanero (Novara) nel gennaio 2005 aveva condannato il Circo R. al pagamento di 3.000 euro, sulla base del vecchio art.727 c.p. Oggi per la Cassazione<b> la documentazione fotografica è una prova “insuperabile” del reato compiuto </b>da V.R., condannato anche a versare 1.000 euro alla cassa della ammende. <br><br> “<i>Grandissima è la soddisfazione di aver contribuito alla condanna penale, oltre che morale, dello sfruttamento degli animali reclusi nei circhi. In questi casi, infatti, significativa è l'apertura giurisprudenziale e legislativa alla tutela dei diritti degli animali non umani, a maggior ragione quando la condanna arriva direttamente dalla Suprema Corte. Quanto statuito dalla Cassazione dà vigore all'impegno per il riconoscimento e la tutela dei diritti degli animali condotta dalla LAV e dai suoi attivisti da quasi 30 anni</i>”, afferma Annalisa Gasparre, Responsabile LAV Vigevano. <br><br>“Alla luce di questa importante sentenza, la LAV diffida tutti i circhi con animali dall’immobilizzare gli elefanti con catene alle zampe perché questa pratica costituisce un reato in quanto crea uno stress aggiuntivo ad animali già privati della naturale libertà, costretti ad addestramenti ed esibizioni contro natura - dichiara il presidente della LAV Gianluca Felicetti - In attesa di una presa di posizione forte da parte del Parlamento, i singoli Comuni possono svincolarsi dalla complicità dello sfruttamento degli animali nei circhi, emanando Regolamenti o Ordinanze con misure restrittive che, di fatto, limitano l'accesso dei circhi sul territorio. Questa è stata la via percorsa dal Comune di Vigevano che, in seguito a questo episodio, ha emanato un Regolamento all'avanguardia e sempre più numerosi sono i Comuni che percorrono questa importante strada di emancipazione e di liberazione di cui precursore è stato il Comune di Modena.” </font><br>   
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        <published>2006-10-15T09:03:37Z</published>
        <updated>2006-10-15T09:03:37Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[buone notizie - 225 milioni di anni fa]]></title>
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          <![CDATA[
		  <b>Il 'tesoro' di Cles</b><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br> Orme di aetosauri (o etosauri), rettili antichissimi vissuti 225 milioni di anni fa, e un'impronta a tre dita di un dinosauro probabilmente carnivoro, sono state trovate <span class="span" id="U10564050475fAD" style="font-weight: bold;">tra le rocce del Faè, nei pressi di Cles, in provincia di Trento</span>. Il rinvenimento delle rarissime impronte fossili è opera del geologo del Museo tridentino di scienze naturali Marco Avanzini, che ne era alla ricerca da anni.<br> <br>  <div align="center"><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/ape4pet/jurassic.jpg" border="0"><br> </div>  <span class="span" id="U10564050475XT" style="font-weight: bold;"><br> Mai, prima di ieri, ne erano state trovate in Europa, se si eccettua l'Inghilterra</span>, e la sola documentazione nota era americana. Avanzini e il geologo Riccardo Tomasoni, collaboratore del Museo di scienze, in poche ore ieri hanno rinvenuto decine di impronte lasciate da questi grossi animali, impresse negli strati rossastri di roccia sopra la strada statale. <br>  <br>  <span class="span" id="U10564050475SHG" style="font-weight: bold;">Sono orme a cinque dita, custodite per milioni di anni fra argille e dolomia di questo lembo estremo del Brenta</span>, persino con la piena evidenza delle unghie e dei cuscinetti plantari. A lasciare le impronte, nelle sabbie molli dei terreni un tempo paludosi del Faè, sono stati dei <span class="span" id="U10564050475zvG" style="font-weight: bold;">grandi ''coccodrilli'' ricoperti da una corazza ossea e con gli arti verticali</span>; bestioni che si aggiravano nelle paludi del Carnico (Triassico superiore basale) a caccia di vegetali, con il ventre ben staccato da terra e arti superiori molto piu' piccoli di quelli inferiori. <br>  <br> Secondo i paleontologi, gli aetosauri vissero per un paio di milioni di anni, convivendo con i primi dinosauri, ma poi estinguendosi, probabilmente perché troppo primitivi rispetto ai loro competitori delle terre emerse. E accanto alle orme dei rettili, le rocce del Faè conservano anche le tracce del fango essiccato e poi spaccato dal sole, come avviene nei campi inariditi dalla siccità, a conferma della <b>''competizione'' fra terra e mare. <br> </b> <br> Quelle rinvenute nella zona di Cles sono per la maggior parte zampe anteriori di aetosauri - ma c'è anche un'impronta posteriore - che Avanzini ha cercato (e trovato) quasi a colpo sicuro, dopo aver individuato una piccola orma su di una roccia un anno fa, dopo parecchi sopralluoghi in zona iniziati nel 1992.<br>   
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        <published>2006-10-15T08:39:46Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[cattive notizie - libere cavie infette]]></title>
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          <![CDATA[
		   <b>"Animalisti"? Siamo sicuri?</b>&nbsp;&nbsp; <br> <br> Hanno combinato un bel guaio i venti animalisti mascherati che giovedì sera, insieme con 15 cani di razza beagle, destinati alla ricerca cosmetica, hanno liberato da un laboratorio universitario, <a class="" target="_blank" href="http://news.google.it/news/url?sa=t&amp;ct=it/3-0&amp;fp=44536d72f1e3d0c0&amp;ei=eMlTRK2mH6qKwQHFpondCg&amp;url=http%3A//www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/04_Aprile/29/animalisti.shtml&amp;cid=1102337697">tre conigli affetti da vaiolo</a>. <br> Questi animali rappresentano ora un grosso rischio per la salute pubblica, in quanto possono causare gravissime forme infettive alla pelle ma soprattutto agli occhi fino a portare alla cecità.<br> <br> <div align="center"><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/ape4pet/coniglietti.jpg" border="0"><br> <br> </div> <br> <br>    
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        <published>2006-04-29T20:25:40Z</published>
        <updated>2006-04-29T20:25:40Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[buone notizie - protezione per Fido]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <TABLE style="WIDTH: 463px; HEIGHT: 158px" cellSpacing=2 cellPadding=0>
<TBODY>
<TR>
<TD><STRONG><FONT color=#ff00ff>Sicurezza a quattro zampe</FONT></STRONG><BR><BR><FONT size=2>Alla Bmw, per evitare che i propri clienti viaggino con animali senza cintura di sicurezza, hanno lavorato a lungo. <BR>E dopo varie prove di crash-test si sono resi conto che un animale sciolto in auto può essere molto pericoloso, sia per il cane sia per i passeggeri</FONT> </TD>
<TD class="" vAlign=top align=middle background=""><IMG alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/ape4pet/fidostop.jpg" border=0></TD></TR></TBODY></TABLE>Da qui l'idea, apparentemente bizzarra, dell'i<FONT color=#ff0000>mbracatura di sicurezza per gli amici a quattro zampe</FONT>. Una specialissima cintura di sicurezza che punta ad applicare le normali misure di sicurezza riservate agli esseri umani anche ai cani. <BR><BR>L'imbracatura infatti si attacca alla cintura di sicurezza a tre punti già installata sulla macchina e costituisce un grosso passo avanti sul fronte della sicurezza. <BR><BR>"Occorre infatti tenere presente - dicono i tecnici Bmw - che perfino un cane di piccola taglia, se slegato, può trasformarsi, anche a bassa velocità, in un potenziale pericolo in caso di collisione. In tali situazioni, non solo il cane può riportare ferite gravi o addirittura letali, ma addirittura provocare gravi ferite ai passeggeri. Con l'imbracatura di sicurezza questo pericolo viene eliminato". <BR><BR>Va bene, ma <FONT color=#ff0000>come funziona</FONT> questo aggeggio? Sulla carta sembra facile: basta infilare le zampe anteriori del cane in due aperture, dopo di che si mette l'imbracatura attorno al torace. Poi si fissa l'imbracatura alla cintura del sedile posteriore e si regola la lunghezza della cintura dell'imbracatura in modo che sia aderente al corpo del cane. Per garantire la sicurezza dell'animale resta solo da passare la cintura a tre punti attraverso l'anello superiore.<BR><BR>In tutti i casi il <FONT color=#0000ff>sistema sembra ben studiato</FONT> perché per far scendere il cane è possibile slegarlo con un unico movimento e agganciare un normale guinzaglio all'anello metallico dell'imbracatura. <BR>Ci sono poi tre diverse taglie, per offrire un'adeguata protezione a cani di peso compreso tra 7 e 40 chilogrammi. Ma non è tutto: "la nuova imbracatura per cani - dicono alla Bmw - è anche molto gradevole esteticamente. La lavorazione di alta qualità, particolarmente evidente sulle cuciture, ne è una caratteristica esclusiva"<BR>
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<TD></TD></TR></TBODY></TABLE>
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        <published>2006-02-09T16:12:46Z</published>
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