|
Diario
10 marzo 2008
cattive notizie - Uova sì, galline no
A Pasqua meglio un uovo interamente di cioccolato...
Una mobilitazione nazionale per salvare le galline ovaiole: non è uno scherzo di Pasqua ma una battaglia che la LAV, Lega Antivivisezione Animali conduce da tempo e che ha visto nelle piazze italiane in questo week end i volontari dell’organizzazione.
A Bari il banchetto informativo di Via Sparano ha visto passare decine di persone interessate non solo all'uovo di pasqua con cioccolato e sorprese ecosostenibili, ma anche alle spiegazioni in materia di uova fornite da Luca Delfine e dalle sue collaboratrici: “C’è una direttiva europea datata 1999" spiega il responsabile della LAV di Bari, "che impone di eliminare l'allevamento in batteria delle galline. Questo tipo di produzione avviene in capannoni dove c'è sempre la luce e le bestie sono chiuse in una gabbia grande quanto un foglio A4 costrette a produrre ininterrottamente uova".
Un'alienazione dell'animale che dura un anno, dopodichè le galline finiscono al macello: "ci sono stati casi di cannibalismo tra animali e alle galline vengono anche tagliati i becchi, perché tale è lo stato di nevrosi che i volatili non capiscono più nulla". Questa barbarie che garantisce costi bassissimi di produzione agli allevatori può avere una fine solo se i consumatori italiani imparano a guardare meglio il marchio che è stampigliato sui gusci.
Le prime due cifre indicano come l'uovo è stato prodotto: lo 03 equivale alla produzione in batteria, mentre lo 00 denota l'uovo da agricoltura biologica. 01 sta per allevamento all'aperto e 02 per allevamento al chiuso, cioè in grandi capannoni dove le galline possono razzolare. "Quello che noi chiediamo ai consumatori è di fare una scelta responsabile: comprando uova che provengono da allevamenti alternativi alla batteria, i produttori saranno costretti a convertirsi a dei metodi di produzione da paese civile. Oggi in Italia l'88% della produzione è ancora composta da queste gabbie di morte", conclude Delfine, "e la normativa è aggirabile, allargando le gabbie di dieci centimetri".
Serve invece la consapevolezza di noi tutti e capire che le uova prodotte così vengono da galline malate.
cattive notizie
| inviato da ape4pet il 10/3/2008 alle 15:6 | |
4 marzo 2008
buone notizie - Segni di civiltà
Cimiteri per gli animali
CAMPOBASSO - La IV commissione di Palazzo Moffa ha licenziato la proposta di legge per l'istituzione dei cimiteri per animali d'affezione. Spetterà al Consiglio Regionale ora approvare definitivamente il provvedimento di legge. «Un piccolo segnale di civiltà - dice il Consigliere del PdCI Bonomolo - nei confronti di chi vive con un animale e che fin'ora non poteva commemorare dignitosamente l'amico estinto, ma anche una piccola opportunità di lavoro per i giovani molisani».
buone notizie
| inviato da ape4pet il 4/3/2008 alle 15:36 | |
1 marzo 2008
buone notizie - il ritorno della gru
Dopo quasi cent'anni, rieccole.
Mancavano dalle zone dell'alto
Adriatico dal 1920. Dai primi di gennaio 48 esemplari di gru
euroasiatica - Grus grus il loro nome scientifico - sono giunti
invece all'Isola della Cona, nella riserva naturale 'Foce
dell'Isonzo', dove stanno svernando.
La conferma e' giunta da
Silvio Perco, direttore scientifico della riserva.
Le gru, di grosse dimensioni, dovrebbero arrivare dal Nord
Est d'Europa. ''Lo sappiamo - ha detto Perco - perche' una e'
inanellata e porta impressa la dicitura di un piccolo paese a
sud di Tallinn, la capitale dell'Estonia''.
Questo tipo di gru non e' tuttavia nuovo alle 'soste' in
Italia.
La zona preferita e' Sale porcus, in Sardegna.
''Ma dal
Friuli Venezia Giulia questo esemplare di gru - ha concluso
Perco - mancava dal 1920''.
L'Isola della Cona e' il cuore della Riserva Naturale 'Foce
dell'Isonzo', un'area di circa 2400 ettari ed e' situata lungo
gli ultimi 15 km del corso dell'Isonzo, che nasce sulle Alpi
Giulie, in Slovenia e, dopo un percorso di circa 140 km, sfocia
nel golfo di Trieste, fra Monfalcone e Grado.
L'elevato valore biologico dell'area dipende dalla sua
collocazione geografica: si tratta dell'area umida piu'
settentrionale del Mediterraneo, situata in un territorio che
segna il confine fisico di separazione fra la costa alta e
rocciosa del Carso goriziano e triestino e le coste basse e
sabbiose padano-venete, con le ampie spiagge di Grado e Marano.
E' un tassello della complessa struttura lagunare che,
comprendendo anche la laguna di Venezia, termina con il delta
del fiume Po.
buone notizie
| inviato da ape4pet il 1/3/2008 alle 18:8 | |
|